Thanks

Nessun uomo è un’isola, non so più chi l’ha detto, ma penso sia una verità inconfutabile.
Per quanto mi riguarda penso di dovere molto a molti, a moltissimi anzi, a partire dai miei genitori, i miei fratelli e i nonni materni, perché con loro ho vissuto benissimo gli anni importantissimi e delicati della crescita.

Nell’economia di una esistenza ci sono però persone e incontri più importanti di altri perché finiscono per segnarti la vita.
Ecco, vorrei ricordarne alcuni  qui, anche se alcuni di loro purtroppo non potranno mai più vedere queste parole e sapendo benissimo di rischiare di dimenticare qualcuno.
Mi fa piacere iniziare dalla mia maestra delle prime classi elementari, Maria Carasso, per avermi dato il piacere della lettura. Ancora oggi ricordo con struggimento e tenerezza i pomeriggi in cui lei dedicava l’ultima ora della giornata alla lettura ad alta voce  e uno dei ricordi più belli della mia infanzia è lei che legge Pinocchio, mentre la finestra inquadra fiocchi di neve su fiocchi di neve che continuano a cadere in un paesaggio ormai tutto bianco.

Un grazie anche ai miei zii e zie, Juccia e Lino, Carla e Giannino per tante cose.  Soprattutto per essere stati corresponsabili con la maestra per aver fatto di me un grande lettore. In modo molto semplice. Prima  insegnandomi ad identificare degli strani segni neri impressi sulla carta e poi per avermi fornito libri e giornali. Il che in una zona di provincia piemontese profonda e fondamentalmente agricola degli anni ‘50 del secolo scorso non era poi del tutto scontato.
Un grazie enorme a Marcelo Ravoni, che non c’è più,  e a sua moglie Coleta dell’agenzia Quipos. Sono loro ad avermi guidato nei miei primi passi nel mondo dell’editoria, facendomi ottenere risultati che non avrei mai pensato di raggiungere.
Un grazie ai fumettari e agli scrittori che mi hanno onorato con la loro stima ed amicizia. Non li elenco perché sembrerebbe una smaccata operazione auto promozionale, ma sono nel mio cuore.
Un grazie ai miei amici dell’adolescenza e di sempre, Augusto,Beppe, Guido, Luciano, Marcello, Sergio e Silvio, in rigoroso ordine alfabetico. Anche da loro ho avuto molto.
Un grazie ai miei amici di montagna, Gigi, Piermario e Angelo, con cui ho gironzolato per vallate e cime, condividendo sudore, fatica, male i piedi, nuvole, neve, grandine, sole, albe e tramonti.  Spero di continuare a farlo ancora per molto.
Un grazie a Umberto e Armanda con cui ho diviso mille capodanni. Se l’anno procede bene è anche un po’ merito delle persone con cui lo inizi.
Un grazie agli alunni che ho avuto nel corso degli anni. Se ho la presunzione di aver insegnato loro qualcosa , ho la certezza di avere imparato da loro molto di più.
Un grazie a molti colleghi insegnanti (non a tutti) le cui strade si sono incrociate con la mia. Anche loro mi hanno fatto crescere umanamente e professionalmente.
Un grazie agli  editori con cui ho lavorato nel corso degli anni. Io non so se avrei scommesso su di me. Loro l’hanno fatto. Specialmente, occorre dirlo anche se sembra una svergognata operazione di lecchinaggio,  Sergio Fanucci.
Un grazie ai loro collaboratori con cui ho sempre lavorato bene. Un ringraziamento speciale alle tre Valentine e alla Simona con cui si è incrociata la mia avventura editoriale negli ultimi anni. E poi a Leonardo, Chiara, Alfredo, Gabriele…
Olivia mi detto di scrivere che sono suo amico perché mi porterà fortuna. Eseguo.
Un grazie a Deborah, Jacopo, Marchino, Paolo e Juri dei Disamistade. E con loro grazie a Marlen Pizzo per la cura e la passione con cui hanno trasformato i libro di Loredana e miei in bellissimi spettacoli.
Un grazie grande come il mondo a Loredana Frescura. E’ stata una grande fortuna averla incontrata. E con lei grazie anche a Cecilia Fabbri.
Infine, ma evidentemente perché anche in teatro e ai concerti le star vengono presentate per ultime, un grazie particolare a Cinzia, mia compagna di vita e coautrice di molti lavori e a Jacopo, mio figlio. Per loro non ci sono parole sufficienti.